| Appunti sull'onoterapia |
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| Scritto da Roberta |
| Domenica 05 Settembre 2010 18:15 |
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Appunti in merito alla Conferenza : “Onoterapia: un modo nuovo di vivere oggi l’asino”
1° luglio 2007 – Verolavecchia Ho pensato in questi giorni al vostro Festival “Odissea: Le lingue – Le Città – Gli Eroi”, un appuntamento che non è solo una sequenza di eventi ma un vero e proprio progetto centrato sulla riscoperta del senso di appartenenza al territorio, del recupero della sua cultura, della storia, delle tradizioni. In questo percorso è forte il legame con il mondo dell’asino, compagno di sempre dell’uomo lungo la storia, le tradizioni, il lavoro. Oggi più che mai l’asino vive una sua riscoperta; lo ritroviamo protagonista in varie realtà come il trekking someggiato, l’uso del suo latte per le allergie alimentari…… Ma nello specifico si sta scoprendo una sua forte valenza in attività rivolte a “persone svantaggiate”, le cosiddette “onoterapia” e “attività assistite”. “Onoterapia” deriva da Onos, termine greco che indica l’asino. Con il termine terapia in questo contesto ci si riferisce alle cosiddette “Pet Therapy”: attività/terapie svolte con l’ausilio dell’animale. Ne distinguiamo due tipologie: 1. Attività Assistita dall’Animale (AAA): è una tipologia di intervento basato su attività ludiche, ricreative, educative che hanno come obiettivo un generale miglioramento delle qualità di vita. All’interno di questo contesto si pongono obiettivi generici, senza obbligatoriamente avere scadenze da rispettare per il numero degli incontri (possono essere saltuari). La AAA viene svolta da uno o più operatori con l’ausilio dell’animale che deve rispondere a taluni requisiti. 2. Terapia Assistita dall’Animale (TAA): in questa tipologia si ha un intervento mirato, con precisi obiettivi stabiliti per il destinatario dell’intervento, con tempi stabiliti scanditi da documentazione e valutazione dei progressi. Deve essere presente un professionista che può essere un fisioterapista, uno psicologo, un psicomotricista, ecc…. L’animale deve rispondere a taluni requisiti. Fondamentale è la presenza di una equipe multidisciplinare che coordini il tutto (veterinario – psicologo – operatore tecnico con specifica conoscenza dell’animale – professionista da identificare in base alla tipologia dell’intervento). Perché la relazione con un animale e perché proprio l’asino? L’asino è un animale empatico, subito al primo contatto fa sentire accolti e predispone al buon umore e al sorriso. Con il suo sguardo esprime tenerezza e dolcezza grazie ai grandi occhi e alle lunghe, simpatiche orecchie. E’ di piccola mole, di indole tranquilla, morbido da accarezzare, non scappa, al contrario invoglia ad avvicinarsi ….ed al primo raglio scappa la risata! Spesso viene erroneamente considerato un piccolo cavallo ma le differenze tra questi due splendidi animali sono veramente molte: vi sono differenze biomeccaniche e soprattutto di atteggiamento, di indole. Mentre nel cavallo prevalgono l’aspetto sportivo e dinamico, nell’asino prevale quello statico e riflessivo; in modo particolare l’asino di fronte ad un pericolo si ferma e ragiona e ciò trasmette sicurezza e tranquillità. Nella storia dell’evoluzione, madre natura gli ha dato grandi qualità spesso ignorate: grande resistenza, carattere forte e determinato, calma, pazienza; tutte caratteristiche riassunte dal suo passo lento e sicuro. Queste qualità favoriscono il desiderio di rapportarsi a lui, di abbracciarlo in un contesto di pace e serenità. E’ un animale quindi che suscita emozioni, forti emozioni positive di affettività. E la sua semplicità mette a proprio agio. Le attività che lo vedono protagonista sono rivolte principalmente a soggetti che hanno particolari esigenze nella sfera emotivo–relazionale, affettiva, persone che sfuggono il rapporto con gli altri e con se stessi, cardiopatici, ipertesi, persone che hanno perduto la loro autostima, disabili fisici e altri come tossicodipendenti, chi soffre di disagio sociale… Credo che la “malattia” per eccellenza dei nostri tempi sia l’ansia, e questo riguarda noi tutti. L’asino aiuta a scaricare tensioni accumulate, impone i suoi tempi ed infonde pace e serenità con il suo andare lento, il suo sguardo. L’asino si trova in un contesto ambientale ottimale, in spazi aperti e ricchi di verde, in mezzo alla natura; ciò consente di svolgere le attività in una struttura “de-medicalizzata” e questo è un fondamentale punto di partenza per dare beneficio a chiunque si rapporti a lui. Con l’asino si possono svolgere varie attività, inizialmente “a terra”: ci si avvicina, lo si accudisce, gli si dà da mangiare, lo si accarezza, ecc… In questo contesto si può lavorare sull’autostima, sul sentirsi importanti per quel ruolo che si sta svolgendo. Molte di queste attività possono essere fatte anche per sollecitare l’uso di un particolare arto, possono stimolare l’aspetto cognitivo nel far ricordare e capire cosa fare e quando, ecc…. Una volta presa confidenza si possono impostare attività a dorso d’asino, meglio a pelo, se possibile, per favorire il contatto diretto con l’animale. In questo caso si lavora sulla propria corporeità e la propriocezione; vengono stimolati diversi muscoli, mentre l’abbracciare l’asino trasmette calore e senso di sicurezza. Viene sollecitata l’emotività, il vedere il mondo da un’altra prospettiva, da un’altra altezza (seppur contenuta). Alla base di tutto ciò c’è la RELAZIONE UOMO-ANIMALE che si fonda sull’incrocio di due sguardi che si incontrano, si accettano e si comprendono. Un animale guarda qualsiasi persona allo stesso modo, senza preconcetti e pregiudizi; e l’asino più di ogni altro per la dolcezza del suo sguardo. Le persone si sentono quindi immediatamente accolte e sviluppano il desiderio di rapportarsi all’animale. L’animale può quindi insegnare ad interagire con un altro essere vivente diverso da se stessi, che ha propri tempi, proprie necessità ma che, con gratuità, restituisce affetto. L’asino generalmente non reagisce in caso di qualche colpo ricevuto, ma non per questo deve essere considerato “strumento animato”; al contrario è fondamentale che sia vero protagonista di una relazione a tre, che porti sullo stesso piano l’operatore, il fruitore e l’asino stesso; per questo è di primaria importanza considerare la salvaguardia del benessere psico-fisico dell’animale!! L’asino, come del resto altri animali protagonisti di attività di assistenza a persone svantaggiate come i cavalli ed i cani, devono trovarsi in buone condizioni generali per poter essere di aiuto a chi ne ha bisogno altrimenti finiremmo col considerarli sempre e solo come meri “strumenti biologici”. Concludo con un pensiero. Odissea è un festival che vuole riscoprire lingue, città, eroi. Al tempo di oggi è, credo, un po’ eroico il tentativo di riproporre in modo forte valori quali la semplicità, la gratuità, l’andar lento per fare bene quello che si fa, ragionando sul come lo si fa, riassaporando il senso dell’osservare e non del veloce guardare. L’asino riassume questi valori, insegna a stare coi piedi per terra e al contempo regala emozioni spontanee e ci introduce alla dimensione del sogno…..allora è vero che anche gli asini volano! Paolo Regis |
| Ultimo aggiornamento Domenica 05 Settembre 2010 18:16 |


