| L'asino perchè |
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| Scritto da Roberta |
| Domenica 05 Settembre 2010 18:16 |
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Perché l’Asino?
Negli ultimi anni le attività assistite con l’ausilio degli animali (AAA) o le terapie assistite (TAA) hanno visto la scelta sempre più affermata dell’uso del cane e del cavallo come compagno di lavoro; il nostro progetto ha come obiettivo primario lo studio e l’avvio di attività accompagnati dall’asino. Perché l’asino? Alla base di tutto c’è la relazione uomo–animale, l’uomo che si relaziona con qualcuno diverso da sé, con la necessità di comunicare sentimenti, emozioni; con l’asino la comunicazione avviene sul piano dell’istinto e della corporeità. L’asino, lungo la storia, è sempre stato al fianco dell’uomo, addomesticato molto prima del cavallo, ed oggi più che mai la memoria storica è fondamentale per avvertire sensazioni di accoglienza, vivere emozioni e facilitare interazioni; è un animale altamente sensibile e questo è molto importante per la sua attitudine a relazionarsi con le persone a lui vicine. Altro aspetto da sottolineare - sempre legato all’ambito storico - è la presenza dell’asino al fianco delle gente semplice delle campagne, delle persone povere, dei contadini, dei mercanti, di intere famiglie, come primo compagno di viaggio nel tiro del carro o per la produzione di latte in ridotte quantità ma in grandissima qualità biologica, tutti ambiti entro cui si sono affrancate la naturalezza e la spontaneità di questo rapporto. Oggi più che mai le AAA o TAA sono considerare nella direzione in cui l’animale sia un protagonista attivo della relazione che intercorre tra l’operatore, l’animale ed il fruitore del servizio, aspetto ben precisato dal prezioso documento “Carta Modena”. Questo ruolo attivo è svolto molto bene dall’asino per l’attitudine a relazionarsi a cui prima ho accennato. Questo animale trasmette un senso di serenità, è di piccola mole e di indole tranquilla; davanti ad un pericolo sia esso un rumore o una situazione di confusione la sua reazione è quella di fermarsi, cosa che trasmette un senso di sicurezza. Rientra nella classificazione dei “predati”, ma a differenza dell’amico cavallo che sfrutta la sua atleticità per scappare dai pericoli per poi fermarsi e considerare la nuova situazione, l’asino punta tutto sulla sua staticità e determinazione. Il primo darà sensazione di dinamicità, il secondo di maggior sicurezza; anche la conformazione anatomica della scapola, in particolare la sua inclinazione rispetto all’omero nell’articolazione della spalla, evidenzia come il cavallo sia strutturato per un gesto atletico di estensione dell’arto e quindi di corsa mentre l’asino abbia una struttura più dedicata al passo corto con la possibilità di gestire carichi maggiori. Lo sguardo dolce e le orecchie lunghe portano istintivamente chi lo osserva a sorridere ed il buon umore è un altro valore determinante per la buona riuscita di una attività. Ci sono varie razze, ma quali usare? Il punto di partenza è che ci sia sempre una condizione psico-fisica più che buona , questo sia per salvaguardare il benessere animale, sia perché per poter essere di aiuto, operatore ed animale devono “star bene” altrimenti si rischierebbe di sminuire l’efficacia dell’intervento. Il mantello dovrà essere in buone condizioni, senza lesioni cutanee poiché l’impatto visivo con una “persona in vario grado di difficoltà” è la prima cosa da preservare, seguita dalla sensazione al tatto ed il seguente contatto fisico; meglio quindi optare per animali con un mantello morbido! Razze come il sardo, l’amiatino, il pantesco o loro incroci sono ideali proprio per la mole contenuta e la facilità di gestione nelle varie situazioni; in modo particolare uno dei nostri obiettivi sarà l’approfondimento dello studio dell’asino pantesco contraddistinto dalla sua naturale andatura ad ambio (avanza contemporaneamente gli arti dello stesso lato), caratteristica importante per sedute di monta a pelo con lo scopo di lavorare sul bacino e sulla propriocezione della persona in groppa. La scelta di asini di mole maggiore potrebbe creare un impatto maggiormente difficoltoso per alcune tipologie di persone e perdere così notevoli vantaggi. L’asino ha una sua peculiarità che lo rende assolutamente prezioso: è l’unico animale che può essere ritenuto nella posizione di trade–union tra il così detto “pet” o animale da affezione, come il cane, ed il cavallo. Con l’asino si possono fare tutti i lavori di contatto, di gestione dell’animale e del prendersene cura come spazzolarlo, accarezzarlo, dargli da mangiare, passeggiare al suo fianco tenendolo per la capezza, giocare insieme, il tutto con la possibilità che qualche “pacca” sulla groppa o sul collo per sbaglio troppo energica, sarò percepita con disinteresse da parte dell’animale, grazie alla robustezza della sua cute ed alla sua indole paziente; ma al tempo stesso ci si potrà montare sopra, farsi portare, lavorare sulla monta a pelo, sulla propriocezione; abbiamo quindi una duplice sensazione su cui lavorare: nella prima ho più sensazioni da “pet“ nel senso che una persona si senta accolta dall’animale mentre nella seconda sarà lui ad accoglierla. Da ultimo ma di primaria importanza per una AAA o TAA è l’aspetto ambientale; prima di tutto va ricordato che qualsiasi attività sia essa terapeutica o ludico–ricreativa ha nell’ambiente un fattore determinante per una buona riuscita, ambiente che dovrebbe essere il più possibile demedicalizzato per consentire una buona predisposizione da parte del paziente, per portare al buon umore. L’asino ha in sé la necessità del trovarsi in un contesto naturale e quindi sfrutta il suo richiamo naturale a condurre una attività in uno spazio aperto, in un parco o giardino; grazie alla sua facile gestibilità sarà così ottimo mediatore tra madre natura e la persona disabile che potrà così proiettarsi in una realtà diversa e sentirsi al pari di chi normalmente può passeggiare in un parco; inoltre questa caratteristica di gestibilità potrà essere sfruttata per condurre qualche asino nel cortile di un istituto e così creare attività in loco per chi non avrà la possibilità di recarsi in struttura. Questi sono alcuni spunti che permettano di orientare alcune scelte o di approfondire taluni argomenti; un asino stimola curiosità ed interrogativi, ma trasmette anche la sensazione di serenità per prendersi il tempo per pensarci un po’. Paolo Regis |


